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Ossobuco in pentola a pressione

Come ottenere un ossobuco tenerissimo in tempi record, sfruttando le potenzialità della pentola a pressione senza rinunciare al sapore.

· 3 min di lettura

Ossobuco in pentola a pressione

Nell'immaginario collettivo, la preparazione dell'ossobuco è inestricabilmente legata al concetto di tempo dilatato. Lo stufato richiede ore di pazienza sul fuoco o nel forno per consentire al collagene di trasformarsi in gelatina, rendendo la carne sfaldabile e succosa. Tuttavia, i ritmi serrati della vita moderna spesso si scontrano con la lentezza delle cotture tradizionali, relegando questi grandi classici esclusivamente ai giorni di festa. La pentola a pressione rappresenta la soluzione tecnologica per abbattere drasticamente i tempi di preparazione – comprimendo ore di stufatura in una manciata di minuti – senza svilire l'integrità strutturale del piatto e conservandone intatta l'anima gustativa.

Il principio di funzionamento della pentola a pressione si basa sull'innalzamento della pressione interna, che impedisce all'acqua di bollire ai canonici 100°C, portando la temperatura di ebollizione intorno ai 120°C. Questo incremento termico accelera enormemente le reazioni chimiche e la scomposizione delle fibre muscolari. Utilizzarla per l'ossobuco, tuttavia, richiede un approccio leggermente diverso rispetto alla cottura classica, specialmente per quanto riguarda la gestione dei liquidi. In un tegame normale, una buona parte del brodo evapora lentamente concentrando i sapori; nella pentola a pressione, l'ambiente sigillato impedisce l'evaporazione. Per questo motivo, è vitale utilizzare una quantità di liquidi notevolmente inferiore: basterà un mestolo o due di brodo di carne concentrato o acqua calda, giusto il necessario per generare il vapore, altrimenti a fine cottura ci si troverà con una carne bollita annegata in un sugo annacquato.

Le fasi preliminari ricalcano fedelmente la tradizione. Direttamente all'interno della pentola a pressione aperta, l'olio extravergine o il burro accolgono gli ossibuchi, debitamente incisi sui bordi e velati da uno strato impalpabile di farina. La rosolatura violenta è imprescindibile per creare complessità aromatica. Solo dopo aver dorato la carne la si preleva per lasciar spazio al trito fine di sedano, carota e cipolla, che andranno stufati per creare la base del fondo di cottura. Quando la carne viene reintrodotta, la sfumatura con il vino bianco deve essere condotta a fuoco vivo, attendendo che l'alcol sia completamente evaporato prima di aggiungere l'umidità (brodo e un tocco di concentrato di pomodoro) e sigillare il coperchio.

Da quando la valvola inizia a fischiare o sibilare, indicando il raggiungimento della pressione di esercizio, il fuoco va abbassato al minimo sindacale, quel tanto che basta per mantenere il fischio costante e leggero. Per ossibuchi di vitello di spessore normale, il timer andrà impostato tra i 30 e i 35 minuti. Per carni più adulte e resistenti, come il manzo, il tempo andrà esteso verso i 45 o 50 minuti.

Conclusa la fase in pressione, l'apertura del coperchio (dopo l'obbligatorio e controllato sfiato del vapore) rivelerà il risultato. La carne si staccherà dall'osso con una facilità disarmante e il midollo risulterà perfettamente cotto e fondente. L'unico inconveniente tipico della pentola a pressione potrebbe essere un sugo troppo fluido, proprio a causa della mancata evaporazione. Basterà rimuovere delicatamente la carne con una schiumarola per non disfarla, posizionarla in un piatto caldo, e riaccendere la fiamma viva sotto la pentola scoperta. In pochissimi minuti, gli amidi della farina e la forte ebollizione legheranno la salsa, riducendola a una consistenza sciropposa e concentrata, pronta per essere versata a specchio sulla carne. L'immancabile tocco finale di gremolada fresca, aggiunta nel piatto, restituirà quell'impronta di vivacità che completerà l'illusione: nessuno sospetterà che un simile capolavoro di morbidezza sia stato concepito in meno di un'ora.

Scheda ricetta

Ossobuco in pentola a pressione

Preparazione
15 min
Cottura
40 min
Totale
55 min
Difficoltà
media
Costo
medio
Porzioni

Ingredienti

Procedimento

  1. 1

    Praticare i classici tagli sui bordi degli ossibuchi per evitare l'arricciamento e infarinarli leggermente.

  2. 2

    Scaldare olio e burro direttamente nella pentola a pressione scoperta e rosolare la carne a fiamma viva da entrambi i lati. Rimuoverli momentaneamente.

  3. 3

    Nel fondo di cottura, stufare il trito di verdure. Rimettere la carne e sfumare con il vino bianco, facendo evaporare.

  4. 4

    Sciogliere il concentrato di pomodoro nel brodo caldo e versarlo nella pentola. Il liquido non deve superare la metà dell'altezza della carne.

  5. 5

    Chiudere la pentola a pressione, portare alla massima potenza fino al fischio, quindi abbassare la fiamma al minimo e calcolare 30-35 minuti di cottura.

  6. 6

    Scaricare la pressione, aprire la pentola. Se il sugo è troppo liquido, far bollire a pentola scoperta per pochi minuti per addensarlo.

  7. 7

    Servire cospargendo con la gremolada.

Valori nutrizionali stimati

Calorie
480

Stime riferite a una porzione; possono variare secondo ingredienti, marche e quantità effettive.

FAQ

I tempi di cottura cambiano a seconda del tipo di carne?

Sì. 30-35 minuti sono ideali per il vitello. Se si utilizza ossobuco di manzo o di scottona, più tenaci, calcolare circa 45-50 minuti dal fischio.

Quanti liquidi devo aggiungere?

Nella pentola a pressione l'evaporazione è minima. Usare meno liquidi rispetto alla cottura tradizionale, o ci si ritroverà con un sugo troppo acquoso (circa 1 o 1,5 mestoli massimo).

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